La politica nelle mani dei cittadini
Ci siamo: dopo anni di denuncia, il “virus” del Movimento 5 stelle domani entrerà a Palazzo Trissino. Da sempre siamo convinti che anche un solo cittadino incensurato e libero dalle logiche di partiti e gruppi di potere sia una vittoria per l’intera collettività. Essere in due è una garanzia in più. Porteremo controllo e trasparenza in Consiglio Comunale. Non solo. Renderemo effettivi strumenti di democrazia partecipativa e per dare da subito un segnale in tal senso abbiamo scelto di chiedere direttamente ai vicentini quali siano nell’immediato le urgenze e le azioni intraprendere all’interno del Consiglio Comunale, con un sondaggio online all’indirizzo: http://tiny.cc/sondaggioM5SVI.
Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno scelto di dare fiducia a noi e al M5S e per ricordare che per noi la politica è servizio civile, un sacrificio per la comunità, per il futuro nostro e dei nostri figli. Noi crediamo nella democrazia dal basso e per questo i cittadini eletti del M5S sono dei “portavoce”: noi chiamiamo i cittadini a fare la politica anziché subirla, esprimendosi alle nostre assemblee e via web. Il cambiamento non si delega, ma ognuno deve contribuirvi facendo qualcosa, anche poco, per il prossimo, per migliorare il nostro Paese e la nostra città. Un cambiamento culturale e di concezione della politica che è il vero fine ultimo del Movimento 5 Stelle.
Liliana Zaltron e Daniele Ferrarin, consiglieri comunali M5S Vicenza
Il Movimento 5 Stelle per i diritti civili
Il M5S viene tacciato da sinistra di essere un movimento reazionario, razzista e sessista. La verità, al solito, è ben distante dal sentito dire. La rivoluzione culturale promossa dal M5S, infatti, va di pari passo con il riconoscimento di diritti civili fondamentali e oggi non riconosciuti. Per noi è fondamentale l’educazione al rispetto del “diverso”, in un’ottica di contrasto all’omofobia e dei pregiudizi in genere.
A Vicenza, come già in altri Comuni d’Italia, intendiamo puntare sulla formazione a partire dalle scuole, per educare i giovani ad esprimere in modo sano e responsabile la propria sessualità, conoscere i rischi legati al sesso, confrontarsi sui diversi orientamenti sessuali. La consapevolezza di sé e del mondo che ci circonda, infatti, è basilare per contrastare l’emergere di pregiudizi e la “paura del diverso”.
Tuttavia sono soprattutto le politiche a livello centrale quelle che contano e possiamo dirci felici dell’operato dei nostri portavoce a Roma, che testimonia grande serietà e determinazione nelle politiche a favore dei diritti civili.
In due mesi di attività, accanto alle battaglie per il finanziamento alle imprese e le riforme del mercato del lavoro, i cittadini del M5S eletti in Parlamento hanno intrapreso importanti battaglie in materia di diritti civili. Lo scorso 5 aprile i nostri parlamentari hanno presentato tre disegni di legge, contro omofobia e transfobia, per il matrimonio civile per tutti e per le agevolazioni anagrafiche a beneficio delle persone transgender.
“Quello più importante è senza dubbio il ddl per introdurre nel codice civile l’art. 91 per riconoscere il “matrimonio egualitario”, non solo tra persone di sesso diverso ma anche tra individui dello stesso sesso, sull’esperienza di quanto viene già attualmente praticato in diversi Paesi europei. Inoltre, i figli di un coniuge (non si useranno più i classici termini come marito e moglie) potranno essere riconosciuti dall’altro partner al momento del matrimonio anche nel caso di nascite mediante protocolli di riproduzione medicalmente assistita, ivi compresa la maternità surrogata. Il M5S ha fatto proprie le istanze della “Rete Lenford”, un’associazione di avvocati piemontesi che da anni opera nel campo dei diritti civili.”
Un esempio pratico di politica dal basso, quindi, come da tradizione M5S, che non vuole governare per il potere, ma vuole portare il cambiamento tanto atteso, traghettando il nostro Paese nel terzo millennio.
Votate per Voi.
Movimento 5 Stelle Vicenza
Ps: mercoledì è morto Don Gallo, autentico uomo di Fede, vero riferimento per il Movimento 5 Stelle e suo convinto sostenitore. Vogliamo ricordarlo attraverso le parole di uno dei suoi ultimi tweet (perché a 84 anni usava twitter per comunicare con le sue pecorelle): “Non ci sono più scuse, sono con @Arcigay per i diritti di tutt*. Aderisco alla campagna @tempo__scaduto #lgbt #temposcaduto #eleitalia” (@DonAndreaGallo, 7/2/2013)
L’attività del Movimento 5 Stelle in Parlamento
Il cambiamento è iniziato…ma non vogliono che si sappia in giro.
In questo post raccogliamo l’attività politica dei nostri rappresentanti in Parlamento (aggiornata al 18 maggio).
Si fa un gran parlare del Movimento 5 Stelle. Quasi sempre a sproposito, per screditarlo. In tanti credono a quello che sentono da Giletti o leggono da Sallusti: “i grillini non vanno oltre la protesta” e “a Roma non fanno nulla”.
Il “rendiconto” che pubblichiamo mette a tacere i pappagalli delle tv e dei giornali e chi ancora li sta a sentire.
Altro che cinquanta giorni persi a causa nostra: abbiamo presentato decine di proposte, disegni di legge, mozioni, interrogazioni, interpellanze. Altro che “ora si tengono i soldi”: i nostri 160 portavoce fanno già risparmiare allo Stato oltre 50 milioni di euro!
Mentre Pd e Pdl come di consueto si danno da fare per spartirsi il potere e mantenere il consenso in tv, discutendo leggi per estromettere i movimenti dalla vita politica, il Movimento 5 Stelle si è finora occupato di finanziamento alle imprese, di Equitalia, di OGM, di cellule staminali, di omofobia e unioni civili, del MUOS, di rifiuti zero, di finanziamenti alla scuola e test INVALSI.
I nostri parlamentari hanno chiesto il ritiro delle truppe dall’Afghanistan, una commissione d’inchiesta per l’Aquila, e quella per le elezioni, deputata a discutere dell’ineleggibilità di Berlusconi in quanto titolare di pubbliche concessioni.
Hanno presentato leggi per l’abolizione dei finanziamenti ai partiti e all’editoria e delle provincie, per introdurre il limite di due legislature e ripristinare il voto di preferenza, come da programma elettorale. E tanto altro ancora…
Cittadini attivi e informati, buona lettura! (e ricordatevi di iscrivervi al canale Youtube “M5S Parlamento” per restare aggiornati sui lavori dei nostri cittadini a Roma”!)
Loro non si arrenderanno…ma hanno già perso!
Votate per voi.
Movimento 5 Stelle Vicenza
25 marzo: Esaminando il documento con cui la pubblica amministrazione si impegna a restituire 40 miliardi di euro alle aziende private proprie creditrici, i deputati M5S si accorgono che tale documento prevede che una parte di tale somma non è destinata alle aziende creditrici dello stato bensì al sistema bancario-creditizio. Grazie alla segnalazione ad opera del M5S, questa decisione verrà cancellata dal documento qualche giorno dopo. Inoltre, in tutta fretta, senza l’adeguato esame nelle competenti commissioni parlamentari e in Parlamento, si doveva decidere l’ammontare dell’indebitamento dello stato italiano nei prossimi 2 anni! I deputati M5S denunciano l’assurdità di questa situazione e ne chiedono conto alle altre forze politiche.
26 marzo: Il M5S interviene alla Camera ed al Senato per chiedere al Governo Monti di adoperarsi a livello europeo per allentare le politiche economiche di austerità e rigore finanziario che stanno strangolando l’economia italiana (e non solo), le sue possibilità di crescita, le opportunità di lavoro per i giovani e gli spazi per la solidarietà sociale.
27 marzo: Al fine di fare chiarezza sulla vicenda dei due marò e sull’allucinante gestione della vicenda da parte del governo Monti, il M5S chiede che venga pubblicata tutta la documentazione rilevante, dal decreto 107 anti-pirateria alle prove che attestino che l’incidente è avvenuto in acque internazionali.
28 marzo: viene proposta una drastica riduzione nell’uso delle auto blu, ma tale proposta non passa. I parlamentari 5 Stelle che ricoprono cariche aggiuntive (ad esempio il vice-presidente della Camera) rinunciano interamente alle somme di denaro che spetterebbero loro in quanto detentori di tali cariche. Infine, il M5S si oppone alla costituzione del gruppo parlamentare Fratelli d’Italia che, per legge, non avrebbe i numeri per nascere, e costerebbe almeno 400.000 euro l’anno. Tutti gli altri partiti votano a favore di questa deroga alla legge e il gruppo Fratelli d’Italia viene approvato.
28 marzo: Il M5S incontra il Ministro dell’Agricoltura per chiedere la messa al bando di un particolare tipo di mais transgenico
2 aprile: Il M5S propone un articolato piano di tagli ai costi di Camera e Senato. Alcune di queste proposte vengono accettate dalle altre forze politiche. Inoltre, il M5S chiede a gran voce che tutti i deputati che hanno due o più cariche elettive immediatamente ne scelgano una sola, rinunciando alle altre, in ottemperanza al principio di incompatibilità delle cariche sancito dalla costituzione stessa
6 aprile:
a) Il M5S presenta disegno di legge per l’abolizione dei rimborsi elettorali (il M5S ha rifiutato i 42 milioni di euro di rimborsi elettorali che gli sarebbero spettati per legge).
b) il M5S appoggia la continuazione delle terapie a base di cellule staminali per chi le ha già iniziate e chiede la commissione Sanità venga istituita immediatamente per valutare in modo approfondito la questione delle cure staminali.
8 aprile: Interpellanza sulle aperture domenicali indiscriminate degli esercizi commerciali che hanno creato ovvi problemi alla piccola distribuzione e senza dati di un aumento di assunzione di personale nella grande distribuzione.
9 aprile:
a) Il M5S chiede alla Camera che si discuta in modo chiaro e approfondito il decreto legislativo che attribuisce al Comune di Roma un insieme di poteri e funzioni amministrative e statali che configurano lo status speciale di “Roma Capitale”.
b) il M5S continua a chiedere che il Pd e Pdl si attivino immediatamente per avviare le Commissioni parlamentari, dove si elaborano e discutono le leggi da presentare in Parlamento.
c) Si chiede il perché del silenzio della politica sul debito spaventoso di decine di miliardi di euro della Banca Monte dei Paschi di Siena. Si fa inoltre notare che in Parlamento sono ancora presenti 59 tra indagati e condannati.
d) Il M5S porta in aula il “Caso Caffaro” a Brescia. Per decenni l’azienda Caffaro ha sversato un composto chimico altamente cancerogeno, nel silenzio dei partiti, lasciando in eredità un sito industriale inquinato di 7 kilometri quadri, 30.000 cittadini contaminati da diossina.
10 aprile: Il M5S presenta un disegno di legge volto ad abolire i finanziamenti pubblici all’editoria.
Inoltre:
a) Proposta d’istituzione di una Commissione d’inchiesta monocamerale al Senato sulla ricostruzione post terremoto in Abruzzo, con particolare attenzione a L’Aquila.
b) Tema importantissimo ma dimenticato dai mass media e sconosciuto al pubblico: la gestione della cassa depositi e prestiti. I parlamentari M5S evidenziano la necessità di informare i cittadini su come viene gestita questa cassa che, se ben usata, può dare liquidità e sostenere la ripresa economica in Italia. Il M5S chiede assoluta trasparenza nell’imminente nomina del consiglio di amministrazione di tale cassa, che controlla una somma immensa di denaro pubblico (225 miliardi di euro). Al tempo stesso, si chiede massima trasparenza per la nomina dei consigli di amministrazione di molte società partecipate dal Ministero del Tesoro (Finmeccanica, Enel, Eni ecc).
11 aprile:
a) Mozione per il ritiro immediato delle truppe dall’Afghanistan. La Commissione Esteri del M5S incontra Cecilia Strada (Emergency), Emanuele Giordana (Afghana), Magda Bellù (Intersos) e Simona Lanzoni (Pangea) per progettare insieme un piano di ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan.
b) Il dramma dell’Ilva di Taranto. Il Ministro dell’Ambiente Clini (governo Monti) ha emesso un decreto divenuto legge che consente all’Ilva di produrre ancora per tre anni rilasciando sostanze tossiche e cancerogene in quantità giudicate troppo elevate dalla comunità medica. E’ stata elaborata una proposta di messa in sicurezza dell’Ilva (4 miliardi di costo) che avrebbe portato le emissioni entro limiti accettabili, ma il Ministro Clini (quindi il governo Monti Pd-Pdl) l’ha rifiutata. I rappresentanti M5S incontrano alcuni cittadini di Taranto, dove è in corso da anni una vera e propria “epidemia” di tumori (mesotelioma pleurico su tutti), per concordare una linea parlamentare efficace in ambito di politica industriale e ambientale.
c) I parlamentari M5S incontrano rappresentanti del comitato nazionale Rifiuti Zero, comitato che ha sviluppato importanti proposte in tema di politica della gestione dei rifiuti (favorire la raccolta differenziata porta a porta, il recupero di materia ed energia, il riciclo, la chiusura degli inceneritori che diffondono sostanze tossiche e cancerogene, la detassazione delle aziende che riducono gli imballaggi e usano materiale derivante da riciclo…).
15 aprile: I parlamentari 5 stelle incontrano una delegazione di cittadini e amministratori locali contrari al M.U.O.S. (Mobile User Objective System), un sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza, composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra. Una di queste è in fase di realizzazione in Sicilia, nei pressi di Niscemi, sebbene il 29 Marzo 2013 l’amministrazione regionale ne abbia revocato l’autorizzazione alla costruzione. Il MUOS è valutato dalla comunità scientifica come estremamente pericoloso per la salute umana, a causa delle potentissime emissioni elettromagnetiche. Nonostante la revoca dell’autorizzazione, i lavori per la costruzione del MUOS continuano, in modo più o meno palese.
16 aprile: Si ribadisce la necessità di istituire la Commissione per le Elezioni, luogo deputato dalla Costituzione per discutere i casi di ineleggibilità (vedi un certo senatore Berlusconi) e di doppie o triple cariche elettive, proibite dalla Costituzione.
17 aprile: Interrogazione parlamentare volta a chiedere lo slittamento del decreto ministeriale 47 30/01/13 che presenta misure a favore dell’università privata e a sfavore di quella pubblica (soprattutto per le sedi decentrate e periferiche).
Proposte di legge:
a) Abolizione del contributo pubblico ai partiti
b) Introduzione del voto di preferenza per le elezioni di Camera e Senato
c) Proposta contro la liberalizzazione delle aperture festive e domenicali nel commercio, che grande difficoltà hanno portato ai piccoli esercizi, peraltro senza consistenti incrementi occupazionali nella grande distribuzione. d) Proposta di legge per l’introduzione dei due mandati elettorali al massimo, e incandidabilità dei cittadini condannati
e) Tre proposte di legge: contro omofobia e transfobia; per il matrimonio civile per tutti; per le agevolazioni anagrafiche a beneficio delle persone transgender
f) Interrogazione ai Ministri dell’Ambiente e dell’Agricoltura sul tema dei pesticidi, come è noto altamente dannosi per la salute
g) Interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente sui criteri di concessione dei diritti di trivellazione delle coste italiane ad opera delle compagnie petrolifere
23 aprile: Riflessioni di alcuni parlamentari sulla necessità di una politica agricola italiana che tuteli maggiormente l’agricoltura italiana nella programmazione economica e finanziaria, ed anche in sede europea.
24 aprile: Richiesta di approfondimenti e indagini sugli interventi politici a favore della cosiddetta ricostruzione in Abruzzo ed in Emilia post terremoto, anche con accertamento delle responsabilità in seno al governo Berlusconi per quanto riguarda l’Abruzzo.
26 aprile: I membri dell’Ufficio di Presidenza M5S della Camera richiedono l’apertura di un conto in cui ogni deputato, appartenente a qualsiasi Gruppo, possa far confluire la parte di stipendio a cui deciderà di rinunciare.
27 aprile: Il M5S presenta un emendamento per chiedere “la creazione di un fondo istituito presso la gestione Cassa Depositi e Prestiti a favore delle piccole e micro imprese. Questi soldi saranno ricavati da quelli dedicati al finanziamento pubblico ai partiti”. Con questo articolo in pratica si sopprime il finanziamento pubblico ai partiti destinando questi soldi alle imprese. L’emendamento è stato accolto e sarà votato in aula.
29 aprile: Il M5S propone una legge per la riforma delle libere professioni dell’area tecnica improntata sul modello anglosassone.
Inoltre, il M5S chiede l’obbligo dei numeri identificativi per il personale incaricato dell’ordine pubblico; scioglimento corpi speciali e potenziamento della D.I.A (Direzione Investigativa Antimafia); più adeguata dotazione per le forze dell’ordine.
Il M5S in Parlamento richiede a gran voce il reddito minimo di cittadinanza, nei confronti di tutti i cittadini attualmente privi di lavoro e non tutelati.
30 aprile: Il M5S chiede che si calendarizzi immediatamente in Commissione Affari Esteri la ratifica della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza nei confronti delle donne.
2 maggio:
Il M5S propone varo di una commissione di inchiesta sulla scandalo della voragine finanziaria del Monte dei Paschi di Siena.
Il M5S propone una propria alternativa al Documento Economico e Finanziario (DEF) presentato dal Governo Letta: a) Abolizione dell’IMU sulla prima casa; b) Revisione della TARES (tassa rifiuti), commisurata alla volumetria dei rifiuti prodotti (più ricicli meno paghi); c) Abolizione dei bolli sui conti correnti; d) Introduzione della Tobin Tax sulle transazioni finanziarie; e) Abolizione del Fiscal Compact; f) Banca Centrale Europea che stampi moneta; g) OK (per ora) al rifinanziamento della Cassa Integrazione, ma occorre modificare al più presto il tipo di stato sociale in Italia; h) Sospensione cartelle di Equitalia per chi vanta crediti verso la pubblica amministrazione
Per reperire i fondi necessari per l’abolizione dell’Imu sulla prima casa vengono proposti: a) Incremento delle tasse sui concessionari di giochi d’azzardo; b) Tobin Tax; c) aliquota 27% su rendite e plusvalenze finanziarie. Interpellanza urgente al Ministro dell’Economia per conoscere le responsabilità nel crac della società di navigazione Deiulemar
4 maggio: Il M5S chiede al Ministro degli Interni di eliminare liste naziste e neofasciste dalle elezioni, ovunque queste si siano presentate (il caso di specie è un comune in provincia di Pavia)
5 maggio: Il M5S chiede che, come da prassi, la Presidenza della Commissione di Vigilanza sulla Rai e quella del COPASIR (Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, che controlla l’operato dei Servizi Segreti) vengano attribuite al M5S in quanto più grande forza di opposizione.
6 maggio: In merito alla retribuzione dei parlamentari 5 stelle si ribadisce che:
a) Lo stipendio mensile lordo è 5.000 euro (che al netto delle tasse diventa una cifra tra i 2.500 ed i 2.900 euro) a fronte dei 10.000 euro mensili lordi degli altri deputati. Lo stato così risparmia 5 milioni di euro l’anno.
b) Mentre gli altri deputati prendono più di 3.000 euro al mese di diaria per le spese di mantenimento senza dover giustificare in alcun modo tali spese, ogni deputato 5 stelle prenderà da questa diaria SOLTANTO quella somma che sarà in grado di documentare per spese di mantenimento come affitto, trasporti ecc.
c) I deputati 5 stelle rinunciano al trattamento economico di fine mandato (la signora Livia Turco del Pd si è portata a casa 257.000 euro pochi mesi fa…). Risparmio annuo: 1,6 milioni di euro. Rinuncia anche alle maggiorazioni dovute alle cariche istituzionali ricoperte (risparmio di 175.000 euro l’anno) e alla spese generali aggiuntive (informatica, taxi, telefoni), con risparmio di 3,5 milioni di euro.
d) Il M5S ha rifiutato interamente i rimborsi elettorali che gli spetterebbero per legge, pari a 42 milioni di euro; se tutti i partiti e i parlamentari facessero lo stesso si risparmierebbero centinaia di milioni all’anno.
Il 15 maggio 2013 viene bocciata la proposta del M5S di istituire un fondo di solidarietà nel bilancio della Camera nel quale i parlamentari – di qualunque partito -potessero depositare su base volontaria le eccedenze dei propri stipendi, le proprie donazioni.
9 maggio:
a) I deputati incontrano il dottor Domenico Leggiero, responsabile dell’Osservatorio militare sul tema dell’uranio impoverito, che tante vittime ha fatto tra i militari italiani.
b) Il M5S chiede di modificare l’articolo “416 ter.” del Codice Penale sullo scambio elettorale politico-mafioso, estendendo il reato oltre l’erogazione di denaro, con l’aggiunta della voce “altra utilità” tra le ragioni dello scambio. Offrire denaro infatti non è l’unica possibilità che il politico mette in campo nello scambio corruttivo. Può utilizzare altri favori: promesse di informazioni su appalti, posti di lavoro da garantire ai clan presenti sul territorio, protezione dall’azione repressiva, ostacolando in diversi modi il lavoro delle forze di polizia ma anche poltrone, cariche influenti e così via.
c) La deputata Silvia Chimienti illustra le posizioni molto critiche del M5S sul test INVALSI, test sull’apprendimento scolastico fortemente osteggiato dalla comunità degli insegnanti italiani.
d) viene approvato l’emendamento M5S secondo cui gli enti locali non potranno aumentare le tasse per fare in modo che la Pubblica Amministrazione paghi le proprie aziende creditrici.
11 maggio: viene chiesta nuovamente l’ineleggibilità di Berlusconi ai sensi della legge 361 del 1957.
Richiesta di abolizione della Parata Militare del 2 Giugno, in un’ottica di risparmio di risorse pubbliche…
Proposte di legge:
a) Impignorabilità della prima casa
b) Introduzione nel Codice Penale dei delitti contro l’ambiente
c) Etichettatura degli alimenti con obbligo di indicazione dell’origine delle materie prime
13 maggio:
a) Critica al Patto di Stabilità, vincolo che impedisce agli enti pubblici di spendere le risorse disponibili per sostenere l’economia e pagare le imprese creditrici. E’ necessario il rigore nel taglio agli sprechi e non agli investimenti.
b) Il M5S presenta una mozione per il ripristino dei fondi alla scuola pubblica, ricerca scientifica, università e cultura-spettacolo, fondi drammaticamente tagliati dal precedente governo Monti. Questi soldi dovranno servire per:
i) Piano di investimenti pluriennale alla cultura-spettacolo, con coinvolgimento delle regioni e agevolazione fiscale per gli operatori dello spettacolo, soprattutto le realtà artistiche minori ed indipendenti.
ii) Università: più fondi per borse di studio e servizi agli studenti. Individuazione dei settori maggiormente rilevanti per la ricerca, ai quali riconoscere maggiori risorse.
iii) Scuola: programma triennale di assunzioni di personale docente e personale ATA; fondi per aggiornamento professionale degli insegnanti; investimenti per la messa in sicurezza degli edifici scolastici; ripristino risorse per il funzionamento ordinario, per insegnanti di supporto e per i laboratori, così importanti soprattutto per gli istituti tecnici.
14 maggio:
a) Il M5S presenta disegno di legge per abolizione delle province
b) Critica alle spese destinate all’EXPO, giudicate eccessive. Il governo Letta ha tra l’altro stabilito che, per far fronte alla restituzione dei crediti alle imprese, le regioni potranno tagliare su tutto fuorché istruzione, ricerca e…EXPO! Quindi si può tagliare tranquillamente su sanità e trasporti, ad esempio.
c) I Partiti respingono la proposta del M5S di destinare i soldi dei rimborsi elettorali in un fondo rotativo a sostegno delle piccole e medie imprese.
d) Intervento su problematiche connesse alla gestione spesso poco chiara che il fisco effettua sull’8 per mille.
16 maggio:
a) Interpellanza urgente su emergenza idrica ed interventi ambientali in Sardegna
b) Interrogazione sulla (poca) trasparenza nella nomina del presidente dell’Agenzia per l’Italia Digitale
c) Relazione sulle attività dei nostri parlamentari della Commissione Trasporti; in particolare, viene illustrata una proposta per introdurre degli attenuatori d’urto sui guard-rail già perla tutela dei motociclisti in particolare (“effetto ghigliottina” )
17 maggio: Presa di posizione ufficiale del M5S sul metodo STAMINA (metodo terapeutico di molte patologie basato su cellule staminali): avvio immediato alla sperimentazione, prosecuzione delle cure per quei pazienti che ne hanno tratto finora dei benefici.
18 maggio: Il M5S individua 120 miliardi di euro da dare subito a sostegno delle piccole e medie imprese italiane “Le Pmi producono circa il 60% del Pil e rappresentano il 98% delle imprese italiane. Mentre la politica di palazzo si concentra sulle priorità della Casta, noi ci prepariamo a presentare una proposta di legge per lo sblocco immediato dei circa 120 miliardi di euro che lo Stato e gli enti locali devono da anni alle imprese. Nella discussione parlamentare sul Dl “sblocca-debiti”, il MoVimento ha fatto approvare un Ordine del giorno che di fatto impegna il governo a pagare tutti i debiti dello Stato, e non solo una parte, alle aziende e in particolare le Pmi. I punti fondamentali della proposta di legge M5s sono:
1) la certezza del rispetto delle scadenze dei pagamenti e applicazione di interessi passivi o comunque di altri costi documentati causati dai ritardi;
2) l’utilizzo del criterio cronologico applicato a livello nazionale per consentire l’equa distribuzione del pagamento dei crediti;
3) l’utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti, forziere del risparmio postale, in un’ottica maggiormente sociale. La Cdp diventerebbe così ente erogante a sostegno delle Pmi;
4) l’incentivazione della compensazione tra crediti e debiti delle imprese nei confronti dello Stato;
5) l’individuazione di nuove forme di copertura finanziaria tramite fondi rotativi e certificati di crediti fiscali che consentiranno la riduzione del cuneo fiscale e aumenteranno la produttività del lavoro, creando di fatto una sorta di nuova liquidità (senza fare ulteriore debito) per riavviare il circolo virtuoso dell’economia.”
(fonte, con link ai video)
Comunicato sull’orario apertura uffici del Comune di Vicenza
Il sindaco Variati, per giustificare la promessa-minaccia del prolungamento dell’orario di apertura degli uffici comunali, è arrivato a dire di voler fare concorrenza a quelle banche che tengono aperto dopo le 19.
In fin dei conti è vero: i vicentini non vedono l’ora di trovare aperti anche gli uffici comunali fino a tardi e il sabato. E allo stesso modo i dipendenti non dormono la notte all’idea di saltare finalmente la cena in famiglia.
Tutto per fare dispetto alle banche, appunto. Per rubare i loro clienti.
Visto che ci siamo, nell’ottica di migliorare la macchina comunale, potremmo suggerire al “vecchio” Sindaco di organizzare spettacoli di animazione e un servizio catering nei corridoi degli uffici per intrattenere le folle di clienti in fila.
Tornando seri e con i piedi per terra, ci sono grosse criticità nel funzionamento della macchina comunale che vanno affrontate e che nulla hanno a che vedere con la propaganda elettorale del sindaco. Turni più lunghi non comportano nuove assunzioni, ma più spese di gestione.
Sono necessarie ben altre misure: taglio degli sprechi, maggiore responsabilizzazione dei Dirigenti le cui paghe da capogiro giustificano ben altro tipo di prestazioni e di servizi, snellimento della burocrazia attraverso i servizi on line: in molti comuni è attivata da parecchi anni la possibilità offerta ai cittadini di stamparsi certificati anagrafici e di stato civile da casa. La politica del “vecchio” sindaco Variati è stantia e non fa intravedere alcuna novità all’orizzonte, dopo la stagnazione dei primi cinque anni di governo cittadino.
Ai vicentini diciamo che è ora di dare un grande segnale di cambiamento nell’amministrazione della nostra città: il 26 e 27 maggio hanno questa possibilità,votando Movimento 5 Stelle
La storia della Dal Lago e l’ “operazione candeggina”
Cambiare tutto perché non cambi nulla. La “nuova” destra vicentina si è camuffata dietro la facciata della lista civica Vicenza libera dagli schemi. Logo bianco e rosso, “color Vicenza”, con la Basilica Palladiana simbolo della città. Tanta pubblicità con tanti sorrisi e tanto photoshop…ce n’è abbastanza per trarre in inganno il cittadino disinteressato alla politica con un’illusione di nuovo e pulito.
Un packaging patinato per rendere presentabile e credibile il nome di Manuela Dal Lago, allontanando il ricordo degli scandali della sua Lega Nord e dei suoi costosi trascorsi in Provincia con una simbologia studiata per mettere d’accordo tutti i vicentini. Operazione candeggina.
L’italiano ha memoria corta, si sa, e il rischio che i trascorsi della “papessa” del cerchio magico finiscano nel dimenticatoio non è così remoto.
E’ il caso di far presente che la Manuelona è tutt’altro che la semplice siòra vicentina che finge di essere. Che la giacca rossa che indossa fino all’altro giorno era verde padano e tale tornerà ad essere una volta passate le elezioni. Che prende un lauto vitalizio da ex-parlamentare e che per andare in Via Bellerio a Milano non ha mai disdegnato l’auto blu. Che, a dispetto della novità che pretende di rappresentare, in realtà vive di politica da trenta (si, trenta) anni.
“Nata nel 1946, faceva la prof di matematica alle medie quando ha iniziato la carriera politica, nel Pli di Valerio Zanone, ereditando lo scettro dal padre. La figlia segue le orme paterne e rappresenta i liberali in consiglio comunale a Vicenza e nell’83 è delegata al congresso liberale di Genova. Alla vigilia di Tangentopoli, 20 anni fa, però esce dal Pli: «Basta, con l’impegno pubblico ho chiuso», dichiara.
Poco dopo si smentisce da sola e confida a un amico: «Mi iscrivo alla Lega». Lui la stronca: «Tuo padre si rivolterebbe nella tomba». Ma ormai la via è tracciata. Così all’inizio degli anni ’90 è di nuovo in consiglio comunale a Vicenza, questa volta sotto la bandiera di Alberto da Giussano, ma è in Provincia che si fa notare, dove rimane presidente dal ’97 al 2007. Dà vita a una serie di società pubbliche, che iniziano tutte con la VI di Vicenza, perché pensa di fare della città la nuova capitale padana: VIenergia, VIabilità, VIassiste, Vilavoro, Vipatrimonio. Quest’ultima ha il compito di progettare e riqualificare l’area tra la stazione dei treni e quella delle corriere e spende 300 mila euro solo in consulenze. Su quell’area poi non si farà nulla.
Il suo staff alla provincia è faraonico: ha un direttore generale, un segretario generale e un portavoce. Costi: 500 mila euro annui (con il successore, Attilio Schneck, verranno ridotti a meno di un terzo). A un certo punto, nel furore di grandezza, la Provincia acquista 500 mila metri quadri di terreni nel comune di Montebello per fare un ‘centro intermodale di servizi’. La Dal Lago però non riesce ad acquisire il cuore di quest’area, per un conflitto con uno dei proprietari. Lei prima tenta l’esproprio poi si rivolge ad Alberto Filippi, leghista, industriale, poi parlamentare, perché compri lui l’area. Ne esce un pasticcio gigantesco, alla fine dei terreni non di fa nulla, ma il tutto costa ancor oggi alla collettività vicentina 100 mila euro di interessi passivi ogni mese.
A un certo punto s’inventa «Vicenza, terzo millennio», con relative consulenze, per fare assurgere la sua a ‘provincia autonoma’, staccata anche dal Veneto, come Bolzano in Alto Adige. Poi diventa presidente dell’autostrada Serenissima e scoppia il caso della consulenza a un avvocato, Guglielmo Ascione: parcella, quattro milioni di euro. Giancarlo Galan, allora presidente della Regione, la definisce «una cosa allucinante». Dal Lago si schernisce: «Non mi intendo di queste cose».
A proposito: da presidente della Provincia ha acquistato 54 mila azioni dell’autostrada Serenissima a 656,81 euro ciascuna. A sette anni dall’acquisto, sono state vendute 20 mila azioni a 510 euro ognuna, con una perdita netta di quasi tre milioni di euro.
All’inizio della militanza nella Lega, Dal Lago era fida scudiera di Maroni. Poi passa con Calderoli. Quindi entra nel Cerchio Magico di Bossi. Poi è tornata a dire che Roberto Maroni è un «grande personaggio»”.
(da Laughing Man Post; fonte: l’Espresso)
Le nostre risposte per Vicenza
In questo post raccogliamo le risposte date al Giornale di Vicenza dalla nostra portavoce Liliana Zaltron sui problemi e i “temi caldi” della città.
Alluvioni e bacino di Caldogno
Come ha spiegato egregiamente l’ex magistrato alle acque Baldisserotto venerdì dal palco di Beppe Grillo, i bacini di laminazione sono interventi puntuali che da soli non bastano. In particolare, quello di Caldogno da solo serve a gran poco: calcolando il rapporto tra la sua capacità e la portata del fiume, infatti, il bacino di Caldogno si riempie in quattro ore, mentre le ondate di piena in città durano molto di più. Non basta quindi a salvare Vicenza, i suoi abitanti e i suoi beni dalla furia dell’acqua. Una furia causata dall’incuria, dalla cementificazione e dalla burocrazia. Le opere più urgenti e alle quali daremo priorità su qualsiasi altra cosa, sono la pulizia degli alvei fluviali, anche dragandone il fondo, e golene, ossia argini rialzati a qualche metro dal letto del fiume, in grado di incrementare notevolmente la portata nei giorni di piena. Interventi che la cittadinanza attende dal 2007, tre anni prima del disastro del 2010. Si è perso troppo tempo e si specula sulle emergenze. E’ il momento di dire basta.
Dal 2010 ad oggi si è pensato a tutto fuorché alla sicurezza idraulica di Vicenza. Abbiamo visto l’inaugurazione di una fontana in Viale Roma, fioriere sui ponti, asfaltature di superficie, mini-rotatorie in ogni quartiere. Abbiamo le sirene per dare l’allarme, come in guerra. Ma il nemico qui non è il fiume. E’ la politica dei partiti che negli ultimi mesi ci ha abituato a un muro contro muro tra Comune e Regione. I politici promettono ma traccheggiano, mentre i vicentini vivono nel terrore di un nuovo incubo esondazione. Non si fa nulla per prevenire i disastri. In compenso vanno avanti senza problemi i lavori al Dal Molin a nord e a Borgo Berga a sud della città, che hanno solo aggravato la situazione impermeabilizzando ulteriormente il territorio lungo il corso del Bacchiglione. Evidentemente per i partiti le urgenze sono altre e ripulire gli alvei dei fiumi dal punto di vista elettorale è molto meno conveniente di tagliare nastri davanti alle telecamere.
Rilancio del Centro e Basilica Palladiana
Il centro sta soffocando, realtà storiche e consolidate chiudono i battenti a causa di una promozione disarticolata e poco efficace e della mancanza cronica di posteggi. Andando a potenziare i parcheggi periferici, Canove, Stadio e Ponte Alto, si può arrivare quasi a raddoppiare i posti, liberando allo stesso tempo piazze per ospitare eventi e marciapiedi, per i pedoni e le bici. Pensiamo a Piazza Matteotti, Piazzetta S.Pietro, Canove Vecchie e Piazza Erbe, proprio sotto il nostro monumento simbolo, da poco restaurato. Tutti spazi che oggi sono occupati dalle auto e che devono tornare ai cittadini. Il nostro progetto è quello di fare respirare il centro. Per incentivare l’afflusso di turisti vogliamo puntare sulle produzioni locali. Il vicentino è un territorio di eccellenze, dai mobili, al vestiario, alla ceramica, ai prodotti Dop, e fucina di artisti di primordine. Perché non ospitare queste produzioni e questi artisti nel nostro meraviglioso centro storico? Quello che serve veramente sono inventiva e forza di volontà.
Degrado e rivitalizzazione quartieri
Il problema sicurezza a Vicenza è molto sentito. La cronaca recente è stata segnata da fenomeni gravi legati al degrado e la politica pare incapace di dare risposte efficaci. La soluzione passa prima di tutto dai cittadini, che vanno coinvolti come attori principali in questa “lotta”: vivere gli spazi è l’unico modo per tenere lontana la delinquenza dai quartieri. Per questo pensiamo a iniziative diffuse sul territorio, attraverso convenzioni con le scuole e le associazioni culturali e sportive. Inoltre intendiamo sviluppare nuovi servizi gratuiti di prevenzione, come una piattaforma di “web-police” e un servizio di “stuart” volontari per segnalare in tempo reale alle forze dell’ordine crimini in atto e fenomeni di delinquenza. Ricette di buon senso e soluzioni intelligenti per reprimere il degrado puntando su una città più vivibile e vissuta. Un’altra idea che va in questa direzione e da sviluppare con i cittadini consiste in un progetto di urbanistica partecipata per ridisegnare Campo Marzo, pensando a zone ristoro, spazi per attività ludiche e sportive. Le giostre e i mercatini da soli non bastano. Per tornare ad essere dei vicentini il parco deve essere vissuto sempre.
Tangenziale e manutenzione strade
Vicenza negli anni ha continuato a espandersi senza i dovuti adeguamenti strutturali e perciò è soffocata dal traffico. Quello diretto a Nord, in particolare, interessa le vie cittadine con problemi di circolazione, inquinamento e sicurezza. La tangenziale nord-est cinque anni fa figurava come l’opera principale a “rimborso” della città per la nuova base Usa. In tutto questo tempo il progetto è rimasto fermo al palo e i soldi non si vedono. A quanto ci è dato sapere l’intenzione è di procedere a stralci, partendo dal prolungamento di Via Aldo Moro fino a Ospedaletto. Un primo “troncone” che andrebbe a sgravare S. Andrea, Viale Trieste e Anconetta dal traffico interurbano e pesante, ma che non dà risposta ai nuovi problemi viabilistici che comporta l’apertura della nuova base al Dal Molin, che complicherà ulteriormente la situazione già critica dell’Albera. E’ mancata la concertazione e per questo cittadini e comitati sono sul piede di guerra, non certo da oggi.
La bretella per il Dal Molin purtroppo si è resa necessaria con la nuova base, ma ci battiamo affinché sia parallela alla tangenziale e non perpendicolare lungo l’argine del Bacchiglione, come attualmente previsto, per minimizzare l’impatto ambientale. Per il prolungamento di Via Aldo Moro sosteniamo da sempre il tracciato lungo la ferrovia per ridurre il consumo di territorio e tutelare le nostre campagne e il paesaggio. Il restante tratto di tangenziale tra Via San Antonino e Ospedaletto, invece, resta un’incognita: in tanti anni non se n’è venuti a capo, tanto che oggi è lo stesso Variati a gettare la spugna, al punto da declassarla tra le opere non prioritarie. Un motivo in più per concentrarsi sulla sicurezza dei cittadini nelle strade già esistenti. Per noi è quella la vera priorità. Proprio Via Aldo Moro è uno dei nodi più spinosi e più pericolosi specie per i ciclisti, sia a Ca’ Balbi, sia all’incrocio con strada di Bertesina. Servono attraversamenti sicuri, soprattutto in prossimità delle grandi rotatorie.
TAV
Come noto, il Movimento 5 Stelle non nutre una grande simpatia per la linea TAV. E’ un’opera che allo stato attuale serve solo ad ingrassare il nostro debito pubblico. Una fermata a Vicenza, inoltre, appare inutile: è il buon senso a suggerire che, fermando già a Verona e Padova, un treno che dovesse fare tappa anche nel nostro capoluogo non potrebbe nemmeno raggiungere l’alta velocità per cui è progettato.
Se l’alta velocità s’ha da fare, come il nuovo esecutivo sembra fare intendere, la nostra proposta è che la linea passi a sud della città, senza fermata. Quello che serve ai vicentini non è l’alta velocità, ma la “bassa velocità”: infrastrutture e mezzi per la vita di ogni giorno, per pendolari e studenti che si muovono nel territorio provinciale. Pensiamo alla linea Vicenza-Schio, oggi sottoutilizzata, e il cui tracciato può ospitare una metropolitana di superficie che colleghi la stazione all’Anconetta, passando dallo stadio e S. Andrea, e al miglioramento del servizio ferroviario, anche in orario notturno, a collegamento con Verona e Padova, sia per i pendolari, spesso ammassati in pochi vagoni quasi sempre in ritardo, sia in previsione delle nuove utenze della Linea Tav.
Le posizioni dei maggiori avversari politici sull’argomento denotano ancora una volta il distacco tra i partiti e i cittadini. I primi si preoccupano dei supertreni e degli appalti ai soliti costruttori, i secondi chiedono di non essere costretti a viaggiare stipati come animali a causa delle infrastrutture ferroviarie ferme al dopoguerra. Ci chiediamo quanto a lungo dovremo sopportare di vedere portate avanti mega-opere miliardarie, mentre il Paese soffre e nulla viene fatto per migliorare la qualità della vita di ogni giorno, con la scusa, la menzogna, che “non ci sono soldi”.
Stadio
Come abbiamo avuto modo di spiegare ai residenti e come inserito nel nostro programma, il Movimento 5 Stelle è per il mantenimento dello stadio Menti, anche per non trovarsi ad avere un altro “buco” in città. Riteniamo che i lavori di restauro o l’eventuale demolizione della gloriosa struttura calcistica siano da concertare insieme alla società, ai tifosi e al comitato dei residenti, in qualità di diretti interessati.
L’amministrazione comunale ha ammesso lo scorso gennaio che i lavori al Menti richiedono “qualche milione di euro rispetto alle decine di milioni di euro per la realizzazione del nuovo impianto”. Meglio quindi mantenere lo stadio dov’è ora, concentrandosi sulle priorità del quartiere che da 80 anni lo ospita. Priorità soprattutto infrastrutturali, a tutela della sicurezza dei residenti e a favore di una mobilità sostenibile. Pensiamo alla riqualificazione dell’argine del Bacchiglione, a dossi o autovelox per limitare la velocità dei veicoli in Viale Stadio e Viale Trissino, all’apertura serale della passerella tra l’università e lo stadio, all’ampliamento di Park Bassano, su più piani, per permettere di rimuovere strisce blu dalle carreggiate in favore di piste ciclabili che colleghino Borgo Casale e Viale della Pace a Piazza Matteotti. Da troppo tempo si pensa solo allo stadio in sé trascurando gli abitanti della zona. E’ ora di pensare anche a loro. Non capiamo come si possa continuare a dire che “non ci sono soldi”, ad esempio, per risistemare gli edifici scolastici e pensare poi di spendere milioni per sostenere gli investimenti di una società privata quale il Vicenza Calcio.
AIM e partecipate
Il gruppo AIM è una grande realtà di proprietà di tutti i vicentini e pertanto rappresenta un patrimonio di assoluta importanza, che va salvaguardato. Da realtà industriale al servizio della città che generava utili per il Comune, nell’ultimo periodo si è trasformata in una società che vede nel mercato la propria ragion d’essere e il proprio futuro. Questa dolorosa trasformazione è stata frutto di molte scelte sbagliate, che purtroppo continuano a perpetrarsi. Noi proponiamo di mantenere la vicentinità di questa importante realtà, perciò siamo favorevoli alla gestione in-house. Non riteniamo corretto esporre la municipalizzata a rischi che qualora si concretizzassero ricadrebbero sulla collettività e i dipendenti. Su questo non transigiamo. Riteniamo invece che l’azienda debba essere gestita in modo più attento, in modo da ritornare presto a quello che era: un’azienda sana ed efficiente, che assicuri i servizi essenziali ai cittadini, garantendo qualità a prezzi accessibili.
Tasse e tariffe
La pressione fiscale è a livelli insostenibili e le famiglie e le imprese che non riescono a reggerne il peso cresce ogni giorno, purtroppo con risvolti spesso drammatici. Non vogliamo fare false promesse elettorali, che non sono nel nostro stile, ma ci impegneremo per raggiungere l’obbiettivo di contenere le tasse e le tariffe che oggi pagano le famiglie vicentine, puntando sull’efficienza della macchina amministrativa, che può portare a risparmi sostanziosi per le casse comunali. Per questo faremo tutto il possibile per tagliare gli sprechi e migliorare i servizi offerti, mettendo al centro del nostro operato realmente il Bene Comune.
Intendiamo seguire l’esempio di Parma, chiedendo ai cittadini di inviare i propri curriculum per trovare le professionalità migliori per amministrare la città in maniera trasparente e partecipata. Inoltre, come a Parma, punteremo sul bilancio partecipativo, permettendo che siano i cittadini a scegliere dove destinare le risorse, se finanziare una tangenziale o gli asili nido. Destra e sinistra non significano più nulla. Oggi la distinzione è tra cittadini e partitocrazia. Non a caso il nostro motto è “votate per voi”: l’alternativa è una sola e i vicentini sono stanchi delle promesse non mantenute di chi antepone gli affari al bene comune.
Liliana Zaltron, candidata sindaco di Vicenza
Movimento 5 Stelle
Il Movimento Cinque Stelle ha già vinto
Nel 2008 la lista civica degli “Amici di Beppe Grillo” (il M5S ancora non esisteva) mancò di poco l’obiettivo di fare un consigliere comunale, prendendo circa il 2,5% dei voti.
Cinque anni dopo i sondaggi ci danno tra il 15 e il 20%. In una legislatura quindi il consenso vedrebbe un +600%, limitandosi alle stime più pessimistiche.
Non esiste altra forza politica che possa vantare un simile risultato e anzi, tutti i partiti (quelli superstiti almeno) sono in forte calo rispetto ad allora, dalla Lega di Belsito al Pd del Monte Paschi.
Il M5S non mira al potere fine a se stesso. Vuole rinnovare la politica, portando i cittadini all’interno delle stanze del potere. Per questo, facendo entrare a Palazzo Trissino anche un solo consigliere, il Movimento 5 Stelle avrà già vinto. E insieme i vicentini. Se i sondaggi si confermeranno veritieri, per la prima volta Vicenza avrà un’opposizione autentica e non di facciata. E’ un cambiamento epocale.
C’è poi l’eventualità, tutt’altro che remota, che i sondaggi sottostimino il nostro risultato elettorale, come già avvenuto con le elezioni in Sicilia e alle scorse politiche, e che si arrivi al tanto temuto ballottaggio.
In ogni caso andremo avanti a testa alta per la nostra strada, forti della coesione di centinaia di attivisti e migliaia di simpatizzanti (un numero che cresce ogni giorno), orgogliosi di dare voce alle istanze dei cittadini.
Ci vediamo in Consiglio Comunale.
Sarà un piacere.
Movimento 5 Stelle Vicenza
Soenergy: esegesi di un’acquisizione anomala
Tutti ricorderanno come il 7 gennaio 2013 la stampa abbia dato ampio risalto all’operazione di acquisizione delle quote di Soenergy da parte del Gruppo Aim. Il Movimento 5 Stelle, che già da tempo stava analizzando il Gruppo Aim non era mai incappato in notizie che facessero presupporre un’operazione simile.
Strano: si è trattato effettivamente di un “colpaccio” imprenditoriale, come è stato presentato dai vertici di Aim e dal Sindaco Variati, in grado di assicurare positive ricadute alla Società e benefici ai vicentini in veste di “azionisti” ed utenti? Abbiamo pagato il 15% di una società 1,8 milioni di Euro. Vuol dire che la società intera vale 12 milioni di €. Sarà cosi?
Il dubbio viene dal fatto che la parte venditrice (Gruppo Soelia) è rappresentata da Fazioli, ex-Aim. Non è che forse Fazioli o qualcun altro avesse convenienza a perfezionare l’operazione?
Abbiamo cercato risposte a questi interrogativi attingendo ai documenti e alle notizie disponibili prestando molta attenzione alla cronologia temporale: siamo partiti dalla cronaca di Ferrara che il 14 gennaio 2013 dà evidenza della notizia. Nell’articolo si riporta che un’altra società di Roma aveva precedentemente acquistato un 15% (stessa quota di partecipazione acquistata da Aim), un dato utile per confrontare se magari, grazie all’abilità nella trattativa, il prezzo pagato da Aim sia stato più contenuto.
La stessa società romana aveva anche un’opzione da esercitare entro il 31 dicembre 2012 per acquistare un ulteriore 15% di Soenergy. A inizio 2013 quindi i soci dovrebbero essere tre: la holding di Argenta (amministrata da Fazioli) con il 55%, la società romana con il 30% (15 comperato +15 derivante dall’esercizio dell’opzione) e da ultima Aim, con il restante 15%.
Per quanto è dato sapere dalla visura della Camera di Commercio effettuata al registro imprese, il 16 gennaio 2013 figura come socio unico Soelia spa, che è la capogruppo della municipalizzata di Argenta. Possibile? Non dovevano esserci due soci?
Ma allora, se la società di Roma non ha esercitato l’opzione e anzi si è disfatta della precedente partecipazione (altrimenti non si spiegherebbe il “socio unico”) non è che l’affare non sia poi tanto vantaggioso?
Il 28 maggio 2012 la società di Roma (Europa Gas & Power Srl) era socia di Soenergy perché, seppur assente all’approvazione del bilancio, viene menzionata nel verbale. Ora, se la società romana ha come Aim una “partecipazione non trascurabile alla governance in una società omologa” (cfr. Otello Dalla Rosa), perché non partecipa all’approvazione del bilancio di esercizio, unica occasione in cui la minoranza societaria può esprimersi e giudicare il management dell’azienda? Inoltre, visto che la società romana era socia al 28 maggio 2012, perché non lo è più al 31dicembre 2012, quando avrebbe dovuto raddoppiare la propria quota di partecipazione al 30%? Perché la società romana si è sbarazzata della partecipazione e non ha esercitato l’opzione se è un affare così grande e fantastico come lo hanno dipinto il 7 gennaio Vianello, Dalla Rosa e il Sindaco Variati?
Per rappresentare un affare (non “grande” ma almeno pari al valore pagato) Soenergy deve valere 12 milioni. Siamo andati a verificare il bilancio Soenergy al 31 dicembre 2011, l’ultimo ad oggi disponibile e anche l’unico che il management di Aim aveva a disposizione all’epoca dell’acquisto. Ebbene, il patrimonio netto (cioè la differenza tra attivo e passivo) è pari € 3.823.784 (bilancio di esercizio 31/12/2011, pag. 4) per cui il 15% corrisponde a € 573.567 €, cioè 1.226.433 € in meno rispetto al prezzo pagato. Quel sovrapprezzo viene solitamente pagato in presenza di “avviamenti” o di premi di maggioranza (golden share), circostanze che però non sono assolutamente riconducibili all’operazione che stiamo analizzando.
Abbiamo potuto verificare che il prezzo che Aim ha pagato è lo stesso prezzo della base d’asta del 31/08/2011 pagato dalla società di Roma. Un’operazione ratificata in consiglio di Argenta del 28/11/2011 dove viene valutata tra l’altro l’esperienza Fazioli e si contestano l’“imprenditorializzazione” (termine coniato dallo stesso Fazioli) dei settori della municipalizzata e l’azione allargata oltre i confini territoriali con preoccupante incremento dell’indebitamento, tanto che il sindaco di Ferrara, appoggiato dall’opposizione, detta delle linee di azione volte al ridimensionamento della municipalizzata (vendita delle partecipazioni non essenziali e non strettamente collegate al territorio) e riduzione dell’indebitamento (anche il direttore generale di Soelia, Guerzoni, pone attenzione su questa criticità). Come dire: la municipalizzata è del territorio e deve servire il territorio, ovvero operare con il sistema in-house.
C’è un passaggio chiave, riportato a verbale della seduta consiliare, sul valore della cessione del 15% di Soenergy: 1.425.000 di plusvalenza per il 2011 (quindi vuol dire che il valore del 15% per il venditore è di € 375.000 e tutto il resto è guadagno puro cioè plusvalenza) e altrettanti per il 2012 (con la famosa opzione).
A dicembre 2012, quando la società di Roma non opziona l’ulteriore 15% e addirittura non è più socia, Fazioli si trova a dover riferire in Consiglio Comunale non solo di una minusvalenza di 1.425.000 (perché Soelia avrà ricomprato, si presume a pari prezzo, la quota venduta), ma anche della mancata plusvalenza sull’ulteriore 15%, perché non c’è più nessuno che compra/opziona.
Non occorre immaginare la scena: basta leggere il verbale della seduta consiliare del 17/12/2012, dove Guerzoni, il direttore generale di Soelia, manifesta uno stato di disequilibrio finanziario (flussi di cassa) del gruppo di più di 5,2 milioni di euro e ricorda che in queste condizioni di difficoltà debitorie è improbabile che la società potrà riconoscere gli indennizzi ai gestori delle reti (200 milioni di euro), che bisognerà cercare di agire in ATI (“associazione temporanea di impresa” ossia in partnership) con altre società di settore (Aim?) e che Soenergy avrà un bilancio a 31 dicembre influenzato dalla fusione per incorporazione di ETR POWER.
Il Consiglio Comunale è molto preoccupato e l’opposizione incalza definendo la situazione della municipalizzata, creata e gestita da Fazioli per 10 anni, addirittura “peggiore della Grecia”. Fazioli non aveva ancora detto al Consiglio Comunale che la società Romana gli aveva restituito la quota e che non avrebbe mai incrementato la sua partecipazione, tanto che l’opposizione contesta a Fazioli e Guerzoni poca trasparenza e poi invita a far tornare la municipalizzata Soelia a fare “ciò per cui era nata, offrire servizi. Punto”.
Il sindaco, del Pd, e il consigliere di maggioranza Mancini notano il “tono dimesso degli amministratori” Guerzoni e Fazioli e la lista civica Azzalli incalza affermando che si naviga a vista usando la municipalizzata per assumere persone e che si sono fatte società su società apposta, scatenando l’ira di Fazioli. Tutto questo avviene il 17 dicembre 2012, un mese prima del 7 gennaio in cui Aim dichiara trionfalmente di aver acquistato il 15% di Soenergy dal suo ex presidente Fazioli.
Al termine di questa ricostruzione, davvero non si capisce perché AIM (Sindaco Variati, Dario Vianello, Dalla Rosa & Co.) abbia comperato con soldipubblici il 15% di Soenergy, in un ritratto è a dir poco desolante e il sospetto che più che un affare si sia trattato di un favore per togliere le castagne dal fuoco all’amico Fazioli è più che lecito. Forse però ci sbagliamo. Il sindaco uscente Variati può spiegarci dove sta l’affare?
(* fonti: http://www.nuovavicenza.it/2013/01/gas-aim-energy-compra-15-di-soenergy-fazioli/ ; http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2013/01/14/news/venduto-il-15-per-cento-di-soenergy-1.6353205 ; http://www.aimvicenza.it/Eventi-e-Notizie/Notizie/AIM-Energy-acquista-il-15-di-Soenergy-Srl-societa-del-Gruppo-Soelia ; http://www.vicenzapiu.com/leggi/aim-energy-si-gasa-e-acquista-il-15-di-soenergy-del-gruppo-soelia-di-fazioli )
Le domande a Variati su Aim
Per rispondere al sindaco Variati, che rimprovera noi di non dare risposte su Aim, forse è il caso di riepilogare i fatti con ordine: dopo la nostra conferenza stampa, Aim ci ha immediatamente querelati. Abbiamo pubblicato le dovute precisazioni, ponendo insieme diverse domande sulla gestione della municipalizzata, sulle quali si interroga tutta la cittadinanza.
Le risposte ancora non sono arrivate. Nel frattempo ci è stato fatto un invito irricevibile ad un incontro a porte chiuse e si è spostato il dibattito prima sulla gestione in-house, poi sull’invasione di campo al Menti. E intanto la domande restano senza risposta.
Noi queste risposte le pretendiamo, a nome dei cittadini e di tutti gli altri che le attendono da oltre una settimana: candidati sindaco, giornalisti, persino vostri compagni di partito.
Insomma, l’intera città è in attesa. Variati e Colla, da dipendenti pubblici, farebbero bene ad attivarsi rapidamente.
Per agevolare il lavoro, abbiamo deciso di raccogliere di seguito tutti i quesiti su Aim apparsi sui giornali negli ultimi giorni:
1 – Le consulenze corrisposte nel periodo 2008-2011 per l’ammontare di euro 5.314.038 a chi sono state affidate e per quali motivi?
2 – I dirigenti dal 2008 al 2011 sono quasi raddoppiati: per quali mansioni sono stati assunti e quali i costi complessivi di questa assunzione?
3 – AIM ha in essere un contratto derivato, uno strumento finanziario complesso che sta generando flussi negativi a carico della collettività di cui chiediamo l’ammontare. Chiediamo chi ha autorizzato l’acquisto, se e in che termini questo strumento è stato rinegoziato.
4 – 317 milioni di debito attuale con 40 milioni di incremento nel periodo 2008-2011: il debito è un dato certo mentre la liquidazione delle immobilizzazioni spesso presenta criticità ed è ipotetica. Chiediamo pertanto: quali e quante immobilizzazioni possono essere liquidate efficacemente per ripianare i debiti e con quali tempi? (Movimento 5 stelle Vicenza)
5 – AIM ha un piano industriale? Se sì, qual è? E’ stato discusso e presentato? (Giancarlo Corò, economista, docente a Cà Foscari)
6 – La scelta di Variati di procedere con l’In-house è forse stata motivata dalla volontà di accorpare Amcps, ma ha avuto la conseguenza di trasferire i costi di gestione contribuendo ad aumentare l’indebitamento complessivo della Holding. Aim ha oggi le risorse finanziarie per vincere almeno la gara che riguarda la distribuzione del gas in città? (Maurizio Sangineto, candidato sindaco)
7 – A cosa serve l’ufficio legale di Aim e i dirigenti assunti se poi si spendono milioni di euro presso studi e professionisti privati? In base a quali criteri si è aumentato questo numero, come sono selezionati questi dirigenti?
8 – Come mai si è mantenuto lo stesso direttore generale che diresse l’azienda con la precedente amministrazione comunale, nonostante la negativa gestione di cui parla il sindaco Variati?
9 – Come mai, se l’azienda è risanata, l’indebitamento aziendale non scende adeguatamente e gli oneri passivi sono sempre a livelli elevatissimi? (Sandro Guaiti, consigliere comunale “dissidente” del Pd)
10 – Che cosa pensate del fatto che dallo Stato e dalla Regione Veneto arrivino meno contributi per comuni e trasporto pubblico? Pensate che la enorme mole di danaro pubblico convogliata su opere come Tav o Pedemontana Veneta abbia cagionato una diminuzione dei trasferimenti al livello locale? Pensate che la cosa sia giusta?
11 – Come si difenderà l’azienda in futuro qualora venisse in contatto diretto con concorrenti che hanno la possibilità di accasarsi tributariamente in paradisi fiscali come le Isole Vergini Britanniche? (Marco Milioni, giornalista)
12 – Alla voce “spese amministrative” la nota Aim cita testualmente “provvigioni a venditori”: di che si tratta esattamente, in cosa consistono, quali venditori, per vendere che? Quali sono stati gli investimenti strategici, di sviluppo, del gruppo?
13 – A parte il consorzio sul gas con la veronese Agsm (2V Energy) e la newco sul fotovoltaico Aim Ecoenergy (società mista pubblico-privata), cosa ha fatto Aim in questi cinque anni per svilupparsi e non essere tagliata fuori dal mercato?
14 – Se non è derivato quello di Aim, cos’è? E visto che è a garanzia di tassi d’interesse, non è finanziario? Qual è la sua denominazione? Quando è stato firmato, e con chi? E quanto costa, visto che un contratto simile si paga? (Alessio Mannino, giornalista)
Movimento 5 Stelle Vicenza
I costi della campagna elettorale e la trasparenza del M5S
Sedi in centro, spazi pubblicitari, merchandising di ogni tipo. Da elettori e contribuenti è lecito chiedersi: “dove trovano tutti questi soldi i politici per finanziare la campagna elettorale?”
Quanto abbiano speso Variati e soci per le vetrine in affitto, gli striscioni nelle piazze o per i banner e le inserzioni online a pagamento, non è dato sapere. Né sappiamo se abbiano rendicontato le spese elettorali e la provenienza dei finanziamenti.
Di fronte a tanta ostentazione, siamo comunque fieri di poter dire che la nostra campagna elettorale è finanziata interamente di tasca nostra e senza chiedere un soldo a nessuno! Ci autofinanziamo, autotassiamo, e non sprechiamo soldi, come farebbe un “buon padre di famiglia”.
I cittadini di Vicenza lo devono sapere: dietro al Movimento 5 Stelle c’è solo la gente comune!
Non riceviamo finanziamenti pubblici né privati e accettiamo solo donazioni volontarie ai nostri banchetti e agli eventi pubblici. E’ così che paghiamo i nostri volantini, i -pochi- manifesti, le sale per gli incontri pubblici, ecc.
Ne andiamo orgogliosi e per questo motivo abbiamo deciso di pubblicare il rendiconto delle nostre spese e invitiamo gli altri candidati (e il microcosmo di liste che li sostengono) a fare altrettanto.
Una politica trasparente e senza soldi è possibile. Noi ne siamo la dimostrazione.
“L’onestà andrà di moda”
Beppe Grillo













